Il materiale qua proposto è stato elaborato e donato al mondo da parte di altri ragazzi, studenti, professionisti, che così facendo hanno permesso a te ora di leggere e imparare qualcosa. Se vuoi far lo stesso scrivimi e inviami quello che hai.

Indice


Teoria e pratica delle strutture in cemento armato
    •    Casi particolari
      • Resistenza nei confronti di sollecitazioni torcenti 
      • Resistenza di elementi tozzi, nelle zone diffusive e nei nodi 
      • Resistenza a fatica 
      • Indicazioni specifiche relative a pilastri
        •    Pilastri cerchiati
        •    Verifiche di stabilità per elementi snelli
        •    Metodi di verifica
      • Verifica dell’aderenza delle barre di acciaio con il calcestruzzo
    Esercitazione di calcolo di una struttura in cemento armato

    Laboratorio - Consolidamento di una struttura in muratura

    Renders, tavole, foto...

    RENDERs

    Questo lavoro di riproposizione della chiesa di San Marco al molo inizia grazie alla piantina e al prospetto medievali arrivati fino ai nostri tempi, altre a uno studio di comparazione con altre chiese meglio conservate come San Giovanni di Prè e la chiesa di San Donato. 










    TAVOLE




    FOTO




    BIBLIOGRAFIA

    • CESCHI Carlo, Architettura romanica genovese, Milano, Edizioni Luigi Alfieri,1954
    • POLEGGI Ennio – CROCE Isabella, Ritratto di Genova nel '400: veduta d'invenzione, Genova, Sagep Editrice, 2008
    • PAZZINI PAGLIERI Nadia – PAGLIERI Rinangelo, Chiese in Liguria, Genova, Sagep Editrice, 1990
    • CARACENI Fiorella, Il molo vecchio: itinerari del centro storico II, in “Guide di Genova”, 1997, 56, pp. 8-12



    Particolari del prospetto sud-ovest

    Sul fianco della chiesa che si affaccia su via del molo sono infisse due lapidi; la più antica, in cui è scolpito in bassorilievo il leone di San Marco, proviene dal saccheggio della città di Pola e reca l'epigrafe: “Iste lapis in quo est figura Sancti Marci delatus fuit a civitate Polae capta a nostris MCCCLXXX – die januarii” (Questa pietra , su cui è impresso il simbolo di San Marco, fu sottratta alla città di Pola presa dai nostri uomini nel gennaio del 1380). L'altra sta a ricordare l'escavazione del porto ordinata dai Padri del Comune nel 1513.



    L'evoluzione delle chiesa nel corso dei secoli

    La chiesa nasce con l'impianto tradizionale di una basilica a tre navate, con transetto, absidi, torre nolare e cupola, secondo lo schema più semplificato delle chiese urbane del tempo. Le navate sono separate da quattro archi a tutto sesto sorretti da colonne in conci di pietra rustica con capitelli cubici tutti uguali, ornati da una leggera incisione che ne accompagna la curvatura. Unica particolarità nell'organizzazione della pianta è la presenza dei due absidi laterali, concepiti come cappelle di fondo.
    La chiesa originaria, come tutte le chiese genovesi del centro storico, aveva l'ingresso a ovest; il suo orientamento era pertanto opposto a quello attuale: l'abside si trovava dove ora si ha l'andito d'ingresso e al posto dell'abside attuale si ergeva la facciata, rivolta al mare e alla Loggia dei Greci; sul sagrato c'era un piccolo cimitero, mentre sul retro vi era la loggia dei Pescatori, prospiciente quella dei Coltellieri.

    La copertura era in capriate e si completava di una cupola, su cui si innestava una torre campanaria o nolare, di cui ci è rimasta solo una testimonianza grafica del Piaggio che, per quanto approssimativa, ne conferma l'esistenza e ne suggerisce la forma. La torre aveva pianta ottagonale, era ricoperta da un tetto cuspidato e presentava un'apertura centinata su ogni lato della cella campanaria.






    San Marco ripete in forme molto semplici e spoglie il modello della chiesa di San Donato, valido per tanti altri templi romanici cittadini ed interpretato pochi anni dopo in San Giovanni di Prè con maggior originalità e aderenze alle nuove strutture.








    Nel 1307 grazie ad un lascito venne eretta la casa canonica sopra la basilica stessa che portò gravi conseguenze strutturali e nel 1440 e nel 1594 la chiesa fu oggetto di restauri.

    Il capovolgimento della chiesa fu conseguenza della nuova cinta di mura, decretata nel 1597, che la strinse da vicino ed obbligò l'ingresso dal lato di levante verso la città. In occasione di questo adattamento la chiesa venne ampliata e dotata di una nuova facciata e il portale, unico elemento decorativo, venne così eliminato. Durante l'intervento del 1646 la chiesa fu trasformata in senso barocco: l'originaria copertura in capriate venne sostituita da volte a botte, vennero posti nuovi altari e realizzati intonaci dipinti.

    Nel 1783 la cupola sul transetto, poiché pericolante, venne demolita insieme alla torre nolare.

    Soltanto nei primi anni del dopoguerra, tra i vari salvataggi e recuperi dei monumenti architettonici genovesi, fu riportato alla luce, in parte e solo all'interno, il primitivo aspetto della chiesa di San Marco. L'involucro esterno, informe e ancora ricoperto dagli intonaci seicenteschi, infatti non rivela tuttora affatto l'aspetto dell'originaria basilica romanica.
    Oltre ad aver scrostato le pareti interne dagli intonaci seicenteschi, l'intervento degli anni 1947-48, a cura della Sovrintendenza ai Monumenti, ha chiarito l'effettiva posizione dell'abside centrale, grazie al ritrovamento delle sue fondamenta, e ha mostrato l'impostazione della cupola sul transetto.

    Chiesa di San Marco al Molo

    Tra le più antiche chiese di Genova, la chiesa di San Marco al molo venne costruita tra il 1173 e il 1177 su una propaggine a mare della città, lo stretto Molo che permetteva l'attracco delle imbarcazioni nei primi secoli del secondo millennio. Venne eretta sotto l'arcivescovo Ugone Della Volta, che la ricevette in dono da Streggiaporco, figlio di Giovanni Nepitelli; le spoglie di Streggiaporco vennero accolte, non appena conclusa, nella chiesa. Successivamente essa venne consacrata dall'Arcivescovo Bonifacio e intitolata a San Marco, patrono di Venezia: proprio in questa zona avevano infatti residenza alcune delle famiglie originarie della Laguna che svolgevano nella Superba i loro affari e traffici.



    1. Chiesa di San Marco

    2. Fin dal 1276, sorgeva di fronte al piazzale della chiesa il Palazzetto (Palacetum), sede degli uffici dei Salvatori del porto e del molo, il cui compito era quello di vedere, ispezionare, trattare, ordinare ed eseguire tutto ciò che credevano utile, con facoltà di costruire ed abbattere quanto ad essi piacesse, in qualunque parte della darsena, del porto e del molo.

    10. Loggia di San Marco (Logia Sancti Marci) e dei Pescatori, loggia pubblica eretta nel 1346 ad uso
    degli uomini di mare, poi demolita sulla fine del '400.

    11. Loggia dei Coltellieri

    14. Scalo di San Marco o Scalo del Molo, citato dalle fonti a partire dal 1213. Qui, sul declinare del XIV
    e durante il XV secolo, venivano costruite e restaurate le galere e le navi, realizzate per conto di
    privati, e i pontoni del Comune. Nel 1576 venne eseguito l'ampliamento del molo racchiudendo
    questo scalo, che soli due anni più tardi venne ridotto in forma di darsena (Darsina scharii Sancti
    Marci, per distinguerla dalle altre darsene maggiori).
    Alla fine dell'800 questo specchio d'acqua fu colmato di terra.

    7. Porta detta di San Marco: costituiva l'accesso alla calata del Mandraccio, che si estendeva sino alla
    radice del molo e serviva ad uso di scalo per la costruzione di navi e per trarle a secco quando erano
    in disarmo.


    CONSOLIDAMENTO


    Visti i risultati delle analisi, si osserva che le facciate principale e posteriore sono verificate nel caso di buon ammorsamento con le pareti laterali, mentre non vengono verificate quando si impotizza il meccanismo di ribaltamento delle sole facciate. Le analisi relative a queste due situazioni non tengono però conto della presenza dei collegamenti trasversali tra i due paramenti delle facciate. Si è quindi proceduto alla verifica di due ulteriori meccanismi che considerano il loro contributo.
    L’esito di queste prove ha dimostrato che la presenza di tali collegamenti (porta d’accesso per la facciata principale, diatoni per quella posteriore) garantisce la resistenza al ribaltamento a seguito dell’azione sismica. Per questo motivo l’intervento di consolidamento proposto è mirato a valutare la bontà di tali collegamenti, che nel caso risultassero inadeguati andrebbero ripristinati nel rispetto della tecnologia costruttiva del manufatto.

    RIBALTAMENTO DI ENTRAMBI I PARAMENTI DELLA FACCIATA PRINCIPALE CONNESSI TRAMITE I MURI DI SPALLA DELLA PORTA






    RIBALTAMENTO DI ENTRAMBI I PARAMENTI DELLA FACCIATA POSTERIORE CONNESSI TRAMITE DIATONI





    ANALISI


    L’analisi di meccanismi locali di collasso è stata effettuata attraverso il software Mc4loc, programma in grado di sviluppare in maniera automatica la valutazione dei meccanismi locali sia secondo l’analisi cinematica lineare (SLD, SLV) che secondo l’analisi cinematica non lineare (SLV), attraverso l’imput grafico in ambiente AutoCad.


    Realizzato il modello tridimensionale della santabarbara con AutoCad, sono stati individuati quattro meccanismi significativi: 
    - Ribaltamento del paramento esterno della facciata principale;
    - Ribaltamento del paramento esterno della facciata proncipale considerando un buon ammorsamento con le pareti
    laterali (angolo 30°);
    - Ribaltamento del paramento esterno della facciata posteriore;
    - Ribaltamento del paramento esterno della facciata posteriore considerando un buon ammorsamento con le pareti
    laterali (angolo 30°). 


     Procedimento Mc4L 


    1.  Inserimento dei dati geografici, definizione della vita di riferimento. Risultati: la pericolosità sismica di base SLD e SLV 


    2.  Vengono definiti i Fattori di sensibilità assumendo: 

    -  categoria del sottosuolo A: ammassi rocciosi affiornati o terreni molto rigidi 

    -  categoria topografica T3: rilievi con larghezza in cresta molto minore che alla base e inclinazione media 15°<i<30°

    -  fattore di confidenza calcolato secondo la Circolare 2/12/10 n.26, considerando: un rilievo geometrico completo, un esteso rilievo materico e degli elementi costruttivi, estese indagini sui parametri meccanici dei materiali e limitate indagini
    sul terreno e fondazioni. FC=1.17 





    3. Per ogni meccanismo da analizzare viene definita una simulazione, che prevede l’inserimento di un sistema di coordinate, la quota di campagna, l’altezza dell’edificio. 
















    4. Partendo dal modello 3d completo, sulla base dei meccanismi di collasso individuati, sono stati isolati i blocchi coinvolti per ogni analisi. Per ogni elemento (B1) è stato definito il materiale, ricavandone le caratteristiche.
     
    5. Volendo valutare lo spostamento sommitale per ogni blocco, viene imposta una cerniera alla base dell’elemento stesso.
     














    6. Volendo valutare lo spostamento sommitale per ogni blocco, viene imposta una cerniera alla base dell’elemento stesso.
     
















    7. Non sono stati applicate al blocco altre forze, se non quelle relative ai pesi propri e alle forze sismiche.
     
     8. Infine si definisce la posizione del punto di controllo e si lancia l’analisi.
     


     RISULTATO ANALISI

    RIBALTAMENTO DEL PARAMENTO ESTERNO DELLA FACCIATA PRINCIPALE 







    RIBALTAMENTO DEL PARAMETRO ESTERNO DELLA FACCIATA PRINCIPALE CONSIDERANDO UN BUON AMMORSAMENTO CON LE PARETI LATERALI (ANGOLO 30°);














    RIBALTAMENTO DEL PARAMENTO ESTERNO DELLA FACCIATA POSTERIORE; 





    RIBALTAMENTO DEL PARAMENTO ESTERNO DELLA FACCIATA POSTERIORE CONSIDERANDO UN BUON AMMORSAMENTO CON LE PARETI LATERALI (ANGOLO 30°).